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Prima del concerto (ore 18:00) è possibile partecipare alla visita guidata alla Necropoli di Montessu. I posti sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione.
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Scoprire Ravel: un viaggio tra tempo e colore
La musica di Maurice Ravel è un universo di intuizioni sottili e di continua metamorfosi. Il compositore francese, con uno sguardo attento alle forme e alle tradizioni del passato, seppe trasformarle in qualcosa di inconfondibilmente suo: un linguaggio dove l’eleganza della struttura classica si intreccia con la fluidità poetica dell’acqua, dando vita a un equilibrio raro tra precisione cristallina e profonda umanità .
Nel 2025, anno in cui ricorre il 150° anniversario della sua nascita, il Santa Barbara International Music Festival rende omaggio a Ravel con un’edizione interamente dedicata al suo mondo sonoro. L’intento non è soltanto eseguire le sue opere, ma accompagnare il pubblico in un viaggio che intreccia memoria, tradizione e immaginazione, rivelando la sua inesauribile tavolozza di colori musicali.
Il festival si articola in quattro concerti. I primi appuntamenti, che includono il Concerto per pianoforte n. 1 di Šostakovič con il trombettista Romain Leleu, evocano l’energia e le tensioni del primo Novecento, il contesto storico e creativo in cui Ravel sviluppò il proprio linguaggio. Momento di particolare rilievo sarà anche la prima mondiale dello Stabat Mater di Pergolesi, riletto come concerto per pianoforte da Jeffrey Ching: un’opera barocca che, reinventata, riflette lo stesso spirito di Ravel, capace di dare nuova voce alla tradizione.
La musica di Ravel sboccerà pienamente negli ultimi due concerti, il 12 e il 14, quando il pubblico potrà immergersi in un percorso sonoro che ne svela le molteplici sfumature. Per cogliere appieno il senso di questa Ravel Edition, invitiamo gli spettatori a seguire l’intero ciclo dei quattro concerti: un viaggio che, passo dopo passo, condurrà ciascuno a scoprire il proprio Ravel, tra giochi di luce, riflessi e risonanze.
Jeffrey Ching, a proposito del Nuovo Pergolesi
Sono molto lieto che il Santa Barbara International Music Festival presenti in prima assoluta il mio Piano Concertino sullo Stabat Mater di Pergolesi, non lontano dalla grande città musicale di Napoli, dove Pergolesi compose il suo immortale capolavoro poco prima di morire all’età di soli ventisei anni. Numerosi compositori, tra cui Bach (gran parte della cui parte di viola viene utilizzata in questo concerto), Salieri, Paisiello e Nicolai, realizzarono le proprie edizioni dello Stabat Mater di Pergolesi. Io, però, sono andato oltre i miei predecessori, immaginandolo come un concerto strumentale, in cui sono i cantanti e l’ensemble d’archi ad accompagnare il pianoforte solista — e non viceversa.
Laddove Pergolesi lasciava pause a scopo drammatico, il pianista inserisce cadenze di profonda introspezione. Al posto delle ornamentazioni espressive che un tempo i cantanti erano soliti improvvisare, il pianoforte propone figurazioni complesse che riflettono il dolore o la speranza del testo medievale. Nel conclusivo Amen, riprendo ancora una volta Bach, ripetendo l’intera fuga in tonalità maggiore come ultima e più clamorosa delle numerose cadenze del pianoforte, mentre voci e strumenti restano in silenzio fino agli accordi finali.
Le mie reinvenzioni pergolesiane potranno forse inizialmente disorientare o persino turbare, ma confido che alla fine sapranno sorprendere e incantare.